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martedì 3 marzo 2026

Mentre la guerra avanza e la politica balbetta i cittadini/e rimangono a guardare?

E così ci siamo ritrovati con un pugno di scappati di casa a gestire una situazione internazionale tra le più complicate dal dopoguerra. Purtroppo quando si vota a casaccio e si hanno leggi elettorali antidemocratiche come il rosatellum poi succede questo Fa specie che un ministro della difesa, che viaggia "in privato" e si reca in uno dei Paesi coinvolti dalla guerra, che si capiva che sarebbe scoppiata da prima, e che non ha avuto la dignità di dimettersi, com'era suo dovere fare. Un governo di scappati di casa quest'è e lo dimostra anche la nullità del ministro degli esteri che sembra fuori dal mondo e una PDM che oltre a genuflettersi con Trump non sa fare altro, se non girare per i centri estetici. Qui la situazione è davvero troppo grave, siamo di fronte a un conflitto che si allarga sempre più e se non ci si tira fuori come ha fatto la Spagna, essendo pieni di basi americane, rishiamo di essere bombardati. Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale. "Chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”. " Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani." Mi chiedo se questi scappati di casa hanno contezza di tutto questo? Stamani sentivo discettare ad Agorà che, essendo stata bombardata Cipro che fa parte dell'Europa, automaticamente potrebbe essere utilizzato l'art. 5 della Nato, il che vuol dire che l'Europa potrebbe entrare in guerra, che è la cosa a cui aspirano tutti i grerrafondai. E l'Italia? L'Italia sta discutendo se fare partire dalle base Nato gli aerei di rifornimento americani! Benissimo se così è questi ci stanno portando ancora una volta in guerra, mentre il crosetto ci fa sapere che sarà un disastro economico. Eh lo credo bene, ci stiamo giusto avviando sulla buona strada! E l'opposizione che fa? Balbetta, mentre ci sarebbe da chiamare il popolo nelle piazze! E noi , i cittadini consapevoli, cosa vogliamo fare? Siamo veramente a un punto di non ritorno! N.T.

Chi non ripudia la guerra è fuori-legge!

di Flavio Lotti e Marco Mascia - perlapace.it - 28/02/2026 - Libera Cittadinanza.it Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale. Il nuovo attacco di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran è completamente illegale, insensato e ingiustificabile. E’ un nuovo folle passo dentro la terza guerra mondiale che si va estendendo. Nell’impunità e nel silenzio generale. Ci duole ripeterlo ma “chi non ripudia la guerra -ai sensi dell’art. 11 della nostra Costituzione e della Carta delle Nazioni Unite- è fuori-legge”. Questa nuova guerra è l’ennesima violazione del diritto e della legalità internazionale. Costituisce un atto di aggressione ai sensi dell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e viola l’art. 2 che stabilisce che gli stati “devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”. Ancora una volta vengono stracciati i principi e le norme contenute nella Carta delle Nazioni Unite e nel diritto internazionale dei diritti umani. Mentre a Gaza e in Cisgiordania continua il genocidio e la persecuzione del popolo palestinese, dopo i bombardamenti americani nello Yemen nel marzo 2025, in Iran contro i siti nucleari nel giugno 2025, in Qatar contro la leadership di Hamas nel settembre 2025, in Siria e in Nigeria nel dicembre 2025, questa guerra conferma la volontà di Israele e Stati Uniti di imporre la legge della forza sulla forza della legge. Chi ha sferrato questa nuova guerra deve rispondere dei crimini che sta compiendo. Nessuno è al di sopra della legge. Chi non la condanna, è complice. Chiediamo alla Corte penale internazionale di esercitare la propria giurisdizione ai sensi dello Statuto di Roma. Il regime iraniano – come tutti i sistemi autocratici e dittatoriali - va contrastato con coerenza dall’intera comunità internazionale e dalle Nazioni Unite con i numerosi strumenti del diritto, della legalità e della giustizia penale internazionale di cui oggi disponiamo. Basta con le crociate ideologiche e guerrafondaie. Dare centralità al ruolo delle Nazioni Unite rimane un imperativo ineludibile. 4 loghi per la pace.png Marco Mascia, Presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” – Università di Padova Flavio Lotti, Presidente Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace 28 febbraio 2026

L'Iran e le contraddizioni nel manifestare per la Palestina e poi gioire per l'assassinio di khamenei

Tahar Lamri sotSrdpoen1g83m29153120c6f06h4umm1731gi0748u8t8t1 hiii2c6a56 · C'è qualcosa di profondamente contraddittorio nel manifestare per la Palestina e poi gioire per l'assassinio di Khamenei. Non è una questione di simpatie per il regime degli ayatollah, è una questione di coerenza elementare. Forse la contraddizione non è casuale: è il prodotto di una mappa morale costruita culturalmente e mediaticamente per anni, interiorizzata spesso in buona fede, una gerarchia delle vittime in cui certi corpi e certi leader contano e altri no. Khamenei rientra nella categoria "non conta", quindi la sua morte in casa propria con i familiari (oggi è morta anche la moglie di Khamenei, colpita nei bombardamenti criminali) non attiva gli stessi circuiti emotivi che attiverebbe per chiunque altro. Non è irrazionalità pura: è una razionalità applicata in modo asimmetrico, il risultato di un sistema informativo che ha gerarchizzato le vittime per decenni. Eppure basterebbe una domanda sola a smontare tutto l'edificio: perché Israele considera l'Iran il suo nemico principale? Non certo per il programma nucleare, non per ragioni ideologiche astratte. L'Iran è nemico perché è l'unico paese che ha rifiutato di abbandonare i palestinesi. Tutti gli altri hanno normalizzato - chi per petrodollari, chi per sicurezza, chi per accesso alle armi americane. L'Iran no. E ha pagato un prezzo enorme per questo: sanzioni, isolamento, guerra. Se si accetta questo come vero - e i fatti storici lo sostengono - allora l'intera architettura narrativa dell'"Iran minaccia globale" crolla. Rimane solo questo: un paese che ha pagato un prezzo enorme per non abbandonare i palestinesi. Chi manifesta per la Palestina e festeggia la morte di Khamenei sta applaudendo l'eliminazione del principale sostenitore della causa per cui dice di battersi. E prima della guerra militare, c'è stata la guerra mediatica. Quella che ha diffuso cifre apocalittiche sulle proteste iraniane - 20mila manifestanti uccisi - rivelatesi false, provenienti in gran parte da Iran International, emittente finanziata dall'Arabia Saudita, paese che con l'Iran ha contenziosi geopolitici ben precisi e nessun interesse alla verità. Quella disinformazione ha contribuito a costruire la stessa mappa morale distorta: un Iran già delegittimato, già condannato, dove qualsiasi violenza diventa accettabile perché il regime è stato preventivamente dipinto come il male assoluto. La propaganda precede sempre le bombe. Sul nucleare, poi, la narrativa è ancora più fragile. Il programma è nato sotto lo Shah, con tecnologia americana e francese, nel quadro del progetto "Atomi per la Pace” di Eisenhower. Nessuno trovò nulla da obiettare, perché l'Iran era allora il gendarme americano del Golfo. È diventato "il problema" solo dopo il 1979, quando il problema reale era diventato politico. E l'ironia finale, segnalata con precisione dal giornalista Jonathan Cook: Khamenei aveva emesso una fatwa religiosa contro le armi nucleari. Ucciderlo è probabilmente il modo più efficace per accelerare esattamente ciò che si dichiarava di voler impedire. Poi c'è l'errore strategico, figlio di una visione hollywoodiana della politica: l'idea che uccidere un capo faccia crollare tutto il sistema. L'Iran non funziona così. È uno degli Stati più strutturalmente solidi della regione, proprio perché dopo il 1979 ha costruito ridondanze istituzionali deliberate: il Consiglio dei Guardiani, l'Assemblea degli Esperti, il Consiglio di Discernimento, i Pasdaran come struttura militare parallela. Non è l'Iraq di Saddam, non è la Libia di Gheddafi, sistemi personalistici dove la decapitazione aveva una sua logica. Applicare quella categoria all'Iran significa confondere due architetture di potere radicalmente diverse. E infine il regalo teologico, forse il più clamoroso errore di tutti. La coscienza sciita è costruita sul martirio come atto fondante, Karbala, Husayn, il sangue versato dai nemici come via alla verità. Khamenei ucciso durante il Ramadan, in casa sua, dai nemici storici, non è più un leader politico con le sue contraddizioni e le sue responsabilità. È uno shahid. Lo hanno purificato da ogni colpa terrena e consegnato alla storia sacra. Un regalo che nessuna propaganda iraniana avrebbe mai potuto costruire.

lunedì 2 marzo 2026

lunedì 23 febbraio 2026

L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo per la democrazia!

Dopo tanto parlarne ancora molti italiani non riescono proprio a comprendere e continuano a ripetere,come un giocattolo rotto, che voteranno si, perchè vogliono la separazione delle carriere dei magistrati, non sapendo e non comprendendo che non è questo l'oggetto della riforma. Infatti la separazione delle carriere è stata già realizzata con la legge Cartabia! Ignorano il fatto che con questa riforma si stanno cambiando ben sette articoli della costituzione, che di per sè è un fatto aberrante e molto preoccupante per le inevitabili ricadute sul sistema democratico del Paese. Voglio sottolineare che il fatto stesso che questa riforma della Costituzione, che è di tutti gli italiani e non è nella disponibilità di una parte politica, è stata approvato solo con il voto della maggioranza, senza coinvolgere il Parlamento e questo è già un grave vulnus e di più se si pensa che è stata addiritura scritta dal governo, che mai avrebbe potuto e dovuto, perchè non è competenza del potere esecutivo, ma del legislativo, che è il parlamento. La vera aberrazione di questa riforma è l'istituzione dell'alta corte e il sorteggio dei rappresentanti dei magistrati, che praticamente metterebbe in mano alla politica le decisioni riguardanti la magistratura e i provvedimenti disciplinari. Quindi sorteggio tout court per la componente togata, mentre i componenti laici saranno scelti dalla politica e poi estratti a sorte tra i nominati. Una bella differenza tra questi due sistemi che ognuno può comprendere. Il presidente sarà di nomina politica e quindi non più il PDR. Ai togati è stata quindi tolto il diritto di scegliere da chi essere rappresentati, che è cosa aberrante e di più se si pensa che questo divieto di nominare i propri rappresentanti sarà introdotto in Costituzione. Introrurre un'aberrazione simile in Costituzione significa solo togliere per sempre ai magistrati la possibilità di designare i propri rappresentanti nell'alta Corte. Roba di questo tipo dovrebbe fare accapponare la pelle, perchè qui non si tratta solo di nomina dei magistrati, ma scempio della democrazia. Tra le cose incredibili di questi novelli costituenti vi è la dichiarazione di Sisto, che è stato quello che ha scritto questa schiforma, che ci ha fatto sapere che questa riforma va cambiata, cioè la riforma sottoposta a referendum, per il suo estensore è sbagliata ed è necessario cambiare la parte che riguarda l'appello ai provvedimenti disciplinari appellati,che secondo questa schiforma vanno appellati davanti la medesima alta corte e non davanti la suprema corte di Cassazione, come avviene oggi. Bene che abbia capito che così non può funzionare, ma malissimo che invita gli italiani a votare si su questa aberrazione. Più si comprende la portata devastante di questa Schiforma, più si afferma la volontà di votare NOOOOO!!! Nella Toscano