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lunedì 2 marzo 2026

lunedì 23 febbraio 2026

L'aberrante riforma Costituzionale è un pericolo per la democrazia!

Dopo tanto parlarne ancora molti italiani non riescono proprio a comprendere e continuano a ripetere,come un giocattolo rotto, che voteranno si, perchè vogliono la separazione delle carriere dei magistrati, non sapendo e non comprendendo che non è questo l'oggetto della riforma. Infatti la separazione delle carriere è stata già realizzata con la legge Cartabia! Ignorano il fatto che con questa riforma si stanno cambiando ben sette articoli della costituzione, che di per sè è un fatto aberrante e molto preoccupante per le inevitabili ricadute sul sistema democratico del Paese. Voglio sottolineare che il fatto stesso che questa riforma della Costituzione, che è di tutti gli italiani e non è nella disponibilità di una parte politica, è stata approvato solo con il voto della maggioranza, senza coinvolgere il Parlamento e questo è già un grave vulnus e di più se si pensa che è stata addiritura scritta dal governo, che mai avrebbe potuto e dovuto, perchè non è competenza del potere esecutivo, ma del legislativo, che è il parlamento. La vera aberrazione di questa riforma è l'istituzione dell'alta corte e il sorteggio dei rappresentanti dei magistrati, che praticamente metterebbe in mano alla politica le decisioni riguardanti la magistratura e i provvedimenti disciplinari. Quindi sorteggio tout court per la componente togata, mentre i componenti laici saranno scelti dalla politica e poi estratti a sorte tra i nominati. Una bella differenza tra questi due sistemi che ognuno può comprendere. Il presidente sarà di nomina politica e quindi non più il PDR. Ai togati è stata quindi tolto il diritto di scegliere da chi essere rappresentati, che è cosa aberrante e di più se si pensa che questo divieto di nominare i propri rappresentanti sarà introdotto in Costituzione. Introrurre un'aberrazione simile in Costituzione significa solo togliere per sempre ai magistrati la possibilità di designare i propri rappresentanti nell'alta Corte. Roba di questo tipo dovrebbe fare accapponare la pelle, perchè qui non si tratta solo di nomina dei magistrati, ma scempio della democrazia. Tra le cose incredibili di questi novelli costituenti vi è la dichiarazione di Sisto, che è stato quello che ha scritto questa schiforma, che ci ha fatto sapere che questa riforma va cambiata, cioè la riforma sottoposta a referendum, per il suo estensore è sbagliata ed è necessario cambiare la parte che riguarda l'appello ai provvedimenti disciplinari appellati,che secondo questa schiforma vanno appellati davanti la medesima alta corte e non davanti la suprema corte di Cassazione, come avviene oggi. Bene che abbia capito che così non può funzionare, ma malissimo che invita gli italiani a votare si su questa aberrazione. Più si comprende la portata devastante di questa Schiforma, più si afferma la volontà di votare NOOOOO!!! Nella Toscano

martedì 17 febbraio 2026

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora...: Che la posta in gioco fosse lo smantellamento della Costituzione credo sia sfuggita a molti, anche ad autorevoli commentatori, che non trovn...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: 𝗩𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: 𝗩𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴...: Rino Formica su Domani del 17/02/2026 𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑣𝑜𝑡𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖𝑙 22 𝑒 23 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜? 𝑈𝑛𝑎 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 ...

LA RIFORMA é UNA TRUFFA per i CITTADINI

https://www.facebook.com/groups/2246240768927977/permalink/4260515824167118/ LA Giustizia sarà solo per I POTÉNTI e per i RICCHI se passerà il SI al REFERENDUM. Lo spiega in modo semplice il Procuratore Gratteri https://www.facebook.com/share/v/1AWmuobS4n/?mibextid=wwXIfr

Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso. Nicola Gratteri ha detto: “Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Soggetto: gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, i centri di potere. Predicato: voteranno. Fine. La frase dice che queste categorie voteranno Sì. Non dice “tutti quelli che votano Sì sono massoni”. Non dice “solo indagati e imputati voteranno Sì”. Dice che tra chi voterà Sì ci saranno anche loro. E lo dice parlando della Calabria, la regione dove ha passato decenni a smontare esattamente quel sistema: ’ndrangheta, massoneria deviata, politica infiltrata, centri di potere. Un’opinione? Sì. Contestabile? Certo. Ma per contestarla serve un argomento, non una gogna. E invece guardate cos’è successo. Nel giro di poche ore si è scatenato un attacco coordinato senza precedenti nella campagna referendaria. La Russa ha dichiarato di essere “basito”. Gasparri ha tirato in ballo Stalin. Tajani si è sentito in dovere di precisare che non è massone. Salvini ha scritto su X “Io lo denuncio”. E Nordio, il ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, è andato in televisione da Vespa e ha detto: “Mi domando se l’esame psicoattitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”. Il Guardasigilli ha insinuato in diretta nazionale che il procuratore antimafia più esposto d’Italia possa avere problemi di lucidità mentale. A un uomo sotto scorta da 36 anni, che non è mai andato al mare con la sua famiglia, che ha ascoltato intercettazioni in cui si pianificava come ammazzarlo, che ha i vetri dell’ufficio blindati a prova di bomba. Pensate che un uomo così abbia paura di Gasparri che cita Stalin. Di Salvini che minaccia denunce su X. Di Nordio che gioca a fare lo psichiatra in TV. Gratteri ha detto quello che milioni di italiani pensano e che centinaia di magistrati, costituzionalisti e giuristi denunciano da mesi: questa riforma indebolisce chi indaga sui potenti e rafforza chi dai potenti vuole essere protetto. Lo ha detto con la franchezza ruvida di chi ha passato la vita in trincea, non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta, non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta, non a misurare le virgole per non irritare un ministro. E la risposta del Governo è stata un avvertimento. Ma è un avvertimento che racconta più di qualsiasi dichiarazione chi ha paura di cosa. E di chi. Abolizione del suffragio universale.