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martedì 17 febbraio 2026

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Hanno dichiarato guerra alla Costituzione e ancora...: Che la posta in gioco fosse lo smantellamento della Costituzione credo sia sfuggita a molti, anche ad autorevoli commentatori, che non trovn...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: 𝗩𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴...

TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: 𝗩𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗦𝗶̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴...: Rino Formica su Domani del 17/02/2026 𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑣𝑜𝑡𝑒𝑟𝑒𝑚𝑜 𝑖𝑙 22 𝑒 23 𝑚𝑎𝑟𝑧𝑜? 𝑈𝑛𝑎 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 ...

LA RIFORMA é UNA TRUFFA per i CITTADINI

https://www.facebook.com/groups/2246240768927977/permalink/4260515824167118/ LA Giustizia sarà solo per I POTÉNTI e per i RICCHI se passerà il SI al REFERENDUM. Lo spiega in modo semplice il Procuratore Gratteri https://www.facebook.com/share/v/1AWmuobS4n/?mibextid=wwXIfr

Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso. Nicola Gratteri ha detto: “Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Soggetto: gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, i centri di potere. Predicato: voteranno. Fine. La frase dice che queste categorie voteranno Sì. Non dice “tutti quelli che votano Sì sono massoni”. Non dice “solo indagati e imputati voteranno Sì”. Dice che tra chi voterà Sì ci saranno anche loro. E lo dice parlando della Calabria, la regione dove ha passato decenni a smontare esattamente quel sistema: ’ndrangheta, massoneria deviata, politica infiltrata, centri di potere. Un’opinione? Sì. Contestabile? Certo. Ma per contestarla serve un argomento, non una gogna. E invece guardate cos’è successo. Nel giro di poche ore si è scatenato un attacco coordinato senza precedenti nella campagna referendaria. La Russa ha dichiarato di essere “basito”. Gasparri ha tirato in ballo Stalin. Tajani si è sentito in dovere di precisare che non è massone. Salvini ha scritto su X “Io lo denuncio”. E Nordio, il ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, è andato in televisione da Vespa e ha detto: “Mi domando se l’esame psicoattitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”. Il Guardasigilli ha insinuato in diretta nazionale che il procuratore antimafia più esposto d’Italia possa avere problemi di lucidità mentale. A un uomo sotto scorta da 36 anni, che non è mai andato al mare con la sua famiglia, che ha ascoltato intercettazioni in cui si pianificava come ammazzarlo, che ha i vetri dell’ufficio blindati a prova di bomba. Pensate che un uomo così abbia paura di Gasparri che cita Stalin. Di Salvini che minaccia denunce su X. Di Nordio che gioca a fare lo psichiatra in TV. Gratteri ha detto quello che milioni di italiani pensano e che centinaia di magistrati, costituzionalisti e giuristi denunciano da mesi: questa riforma indebolisce chi indaga sui potenti e rafforza chi dai potenti vuole essere protetto. Lo ha detto con la franchezza ruvida di chi ha passato la vita in trincea, non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta, non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta, non a misurare le virgole per non irritare un ministro. E la risposta del Governo è stata un avvertimento. Ma è un avvertimento che racconta più di qualsiasi dichiarazione chi ha paura di cosa. E di chi. Abolizione del suffragio universale.
ripreeso da Liliana Bottaccioli: ma vogliamo capire e convincerci che questa è schifosamente complice di qualsiasi porcata di Trump e quindi Nethanyau... a lei non frega niente del diritto internazionale della nostra Costituzione dell'immane dolore a lei frega solo di comandare indisturbata il più a lungo possibile con ogni mezzo illecito ci piscia sui diritti che giudica fastidiosi orpelli. via... dobbiamo esautorarla... ... Sono sempre più convinto che persino l'affermazione del ministro Antonio Tajani circa la natura relativa del diritto internazionale ("conta fino ad un certo punto") sia stata ampiamente superata dalle posizioni di Giorgia Meloni. La decisione di partecipare alla prima riunione del Board of Peace, a Washington, nella veste di osservatrice è davvero incredibile. Per capire la gravità della scelta, è necessario avere ben chiaro cosa è il Board of Peace. Si tratta di un organismo totalmente privato, nato nel forum di Davos - la riunione annuale dei grandi capitalisti mondiali - il 22 gennaio 2026, quando è stato firmato il suo Statuto. Tale testo prevede che Donald Trump sia il presidente a vita del Board e abbia un esclusivo diritto di veto su ogni decisione presa dallo stesso Board. Dunque siamo di fronte alla corte di un sovrano assoluto, che si investe di un totale controllo del Board non in qualità di presidente degli Stati Uniti ma proprio in qualità di Donald Trump. Già questo farebbe dire a qualsiasi persona anche solo vagamente democratica che siamo di fronte alla peggiore ipertrofia egocentrica, che neppure il genio di Mel Brooks sarebbe in grado di rappresentare: dunque cosa c'è da osservare?? Ma la storia non finisce certo qui. Nel Board di questo organismo, di cui si può far parte SOLO se invitati dallo stesso Trump e a cui bisogna versare 1 miliardo di dollari - come nei migliori club per super ricchi - figurano per volontà del "sovrano" il parente stretto Jared Kushner, l'amico immobiliarista Steve Witkoff, nominato per evidenti meriti diplomatici, titolare di fatto della politica degli affari esteri di famiglia, Howard Lutnick, il Segretario al Commercio, che continua ad avere ruoli nel fondo Kantor Fitzgerald, Marc Rowan, ceo del più grande fondo di private equity, Apollo Global Management, ampiamente citato nei file di Epstein. A questa simpatica compagine, lo Statuto trumpiano del Board affida il compito di garantire la stabilità e la ricostruzione delle aree interessate da conflitti. Se non fosse vero che Giorgia Meloni andrà ad officiare questa clamorosa fucilazione di ogni traccia di diritto internazionale e, soprattutto, di democrazia, ci sarebbe da ridere tanto. Così come fanno ridere davvero le motivazioni della premier italica, secondo cui bisogna andare per tenere utili rapporti con Trump. Si, questa è la giustificazione!! Nessun riferimento al ritorno dell'assolutismo privatistico, alla follia di DT che governa, utilizzando tutti i mezzi più brutalmente coloniali, peraltro non certo nuovi, per evitare il crollo del dollaro e del debito Usa, alla presenza di un vero e proprio comitato di affari tanto sgangherato quanto pericolosissimo. No, la leader italiana, dopo avere rifondato l'Asse Roma Berlino, poi abbandonato per l'indisponibilità di Berlino di celebrare il Super eroe con il folle riporto, professa la più rigorosa realpolitik kissingeriana per correre a corte e farsi grandiosi selfie da far vedere ai fan. Del resto, cosa non si farebbe per una foto con colui che si crede il Capo del Mondo? La fedeltà è un valore patriottico.....Intanto il patrimonio personale del Capo è cresciuto di 6 miliardi di dollari, arrivando a superare gli 11 miliardi, con una palese peculiarità: il titolo di Trump Media & Technology Group è passato dai 38,5 dollari precedenti all'annuncio della formazione del Board of Peace agli attuali 85. Non male. Alessandro Volpi

lunedì 16 febbraio 2026