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martedì 17 febbraio 2026
Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Facciamo un esercizio di analisi logica. Roba da scuola media, niente di complesso.
Nicola Gratteri ha detto: “Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”.
Soggetto: gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, i centri di potere.
Predicato: voteranno. Fine.
La frase dice che queste categorie voteranno Sì. Non dice “tutti quelli che votano Sì sono massoni”. Non dice “solo indagati e imputati voteranno Sì”.
Dice che tra chi voterà Sì ci saranno anche loro. E lo dice parlando della Calabria, la regione dove ha passato decenni a smontare esattamente quel sistema: ’ndrangheta, massoneria deviata, politica infiltrata, centri di potere.
Un’opinione? Sì. Contestabile? Certo. Ma per contestarla serve un argomento, non una gogna.
E invece guardate cos’è successo.
Nel giro di poche ore si è scatenato un attacco coordinato senza precedenti nella campagna referendaria.
La Russa ha dichiarato di essere “basito”.
Gasparri ha tirato in ballo Stalin.
Tajani si è sentito in dovere di precisare che non è massone.
Salvini ha scritto su X “Io lo denuncio”.
E Nordio, il ministro della Giustizia della Repubblica Italiana, è andato in televisione da Vespa e ha detto: “Mi domando se l’esame psicoattitudinale che noi abbiamo proposto per l’inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera”.
Il Guardasigilli ha insinuato in diretta nazionale che il procuratore antimafia più esposto d’Italia possa avere problemi di lucidità mentale.
A un uomo sotto scorta da 36 anni, che non è mai andato al mare con la sua famiglia, che ha ascoltato intercettazioni in cui si pianificava come ammazzarlo, che ha i vetri dell’ufficio blindati a prova di bomba.
Pensate che un uomo così abbia paura di Gasparri che cita Stalin. Di Salvini che minaccia denunce su X. Di Nordio che gioca a fare lo psichiatra in TV.
Gratteri ha detto quello che milioni di italiani pensano e che centinaia di magistrati, costituzionalisti e giuristi denunciano da mesi: questa riforma indebolisce chi indaga sui potenti e rafforza chi dai potenti vuole essere protetto.
Lo ha detto con la franchezza ruvida di chi ha passato la vita in trincea, non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta,
non nei salotti. Lo ha detto come parla chi è abituato a guardare in faccia la ’ndrangheta, non a misurare le virgole per non irritare un ministro.
E la risposta del Governo è stata un avvertimento. Ma è un avvertimento che racconta più di qualsiasi dichiarazione chi ha paura di cosa. E di chi.
Abolizione del suffragio universale.
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