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venerdì 6 giugno 2014

Venezia, storia di un suicidio

 
Massimo Cacciari – tra i cui non molti meriti di sindaco di Venezia c’è quello di essersi sempre opposto al Mose – ha detto che le radici della corruzione vanno cercate nell’urgenza. Vero, ma il Mose sarebbe criminogeno anche se i suoi lavori andassero lentissimi. Perché è un progetto sbagliato in sé: frutto di quella vocazione al suicidio da cui Venezia non sembra capace di liberarsi.
Per mille anni la Repubblica Serenissima ha vegliato sul delicato equilibrio della Laguna, che è la particolarissima “campagna” che circonda Venezia. In natura, una laguna ha una vita limitata nel tempo: o vincono i fiumi che portano materiali solidi verso il mare, e la laguna si trasforma in palude e piano piano si interra, oppure vincono le correnti marine, che tendono a renderla un golfo o una baia.
I veneziani capirono subito che tenere in vita la Laguna salmastra voleva dire assicurarsi uno scudo naturale sia verso la terra che verso il mare. Non mancarono le discussioni: celeberrima quella cinquecentesca tra Alvise Cornaro, che avrebbe voluto bonificare la Laguna, e Cristoforo Sabbadino, che ne difese vittoriosamente la manutenzione continua. Così la storia di Venezia – ha scritto Piero Bevilacqua – è stata “la storia di un successo nel governo dell’ambiente”.

Inchiesta Mose, il pizzino con i soldi a Davide Zoggia (Pd) e Lia Sartori (Pdl)

Nelle carte dell'indagine la contabilità delle elargizioni della coop Coveco, impegnata nell'appalto. Il deputato democratico ed ex presidente della Provincia di Venezia, non indagato, chiarisce al Fatto: "Soldi registratati per la campagna elettorale e per una consulenza come commercialista"
Il foglio che pubblichiamo qui accanto è considerato dai pubblici ministeri veneziani una prova contro l’ex europarlamentare di Forza Italia Lia Sartori, in carica dal 1999 al 2014. Il foglio infatti indica il pagamento al politico del centrodestra di una somma pari a 25 mila euro da parte del Coveco, società cooperativa impegnata nella costruzione del Mose e parte del CVN, il Consorzio Venezia Nuova. La cosa interessante non è tanto il fatto che una coop rossa finanzi un politico berlusconiano, siamo ormai abituati anche a di peggio e comunque in questo caso era Giovanni Mazzacurati del CVN, secondo i pm, a usare il Coveco come un ufficiale pagatore, ma il fatto che oltre alla Sartori nell’elenco figurano anche due politici del Pd: il consigliere regionale Sergio Reolon, allora in corsa per essere rieletto presidente della Provincia di Belluno. Accanto al nome di Reolon sono segnati 10 mila euro come ‘ contributo volontario candidato’.

Inchiesta Mose. Galan libero, gli altri in galera: questo privilegio non tiene più

 
Giancarlo Galan
Scorrendo il listone infinito dei soggetti politico-istituzional-imprenditoriali coinvolti a vario titolo nella faccenda del Mose di Venezia, il disegno criminoso più limpido, persino trasparente nella sua semplicità, apparterrebbe a Giancarlo Galan, l’ex governatore della Regione Veneto dal 1995 al 2010, poi ministro dell’Agricoltura e della Cultura, uno di  quel ristretto gruppo di dirigenti Publitalia che venne chiamato da Berlusconi a fondare Forza Italia ormai un secolo fa. Gli accusatori di Galan, tra cui la sua ex segretaria, sostengono come gli imprenditori che dovevano vincere certi appalti versassero mensilmente sul suo conto una sorta di “stipendio”, che poteva arrivare al milioncino l’anno. In cambio, evidentemente, della sua “attenzione”. Naturalmente, accuse tutte da dimostrare. Come da dimostrare, sono le accuse a tutti gli altri soggetti che sono stati privati della libertà personale, tra cui il sindaco Orsoni, la cui situazione, messa in parallelo con quella del Galan, sembra oggettivamente meno pesante.

mercoledì 4 giugno 2014

Corte Conti: “Bonus 80 euro è surrogato, serve riforma equa. Pressione fiscale a 43,8%”

Nel 2013, evidenzia la magistratura contabile, la pressione fiscale è stata pari al 43,8% del Pil, quasi 3 punti in più rispetto al 2000 e 4 rispetto alla media Ue. Lo stesso anno il sommerso ha raggiunto il 21,1% del Prodotto interno lordo. L'evasione stimata nel solo 2011 per Iva e Irap è di oltre 50 miliardi. Dal censimento della Corte è emersa anche l'esistenza di 146 tra enti e società che finora non rientravano nel perimetro della pubblica amministrazione. Costano allo Stato 25 miliardi l'anno

Corte dei Conti 

comunicato Stampa


A Spazio Cultura "Incontriamo gli Autori": Uscire dal passato per entrare nel FUTURO " 
La novità editoriale di Nella Toscano presentata da Giuseppe Carlo Marino e Giovanni Corrao.

Giovedì 5 giugno alle ore 17.30, a Spazio Cultura Libreria Macaione, via M.se di Villabianca, 102, il professore Giuseppe Carlo Marino e l'arch. Giovanni Corrao presenteranno la novità editoriale di Nella Toscano "Uscire dal passato per entrare nel FUTURO - NO! Uscire dal passato per entrare nel FUTURO "Edizioni Agemina.

martedì 3 giugno 2014

Rodotà e il verdetto delle urne: non arrendiamoci

 
Corriere della Sera
3 giugno 2014
Rofotà-Modena«Il Paese di oggi sembra aver tradito il grande sogno democratico dei padri fondatori: un Paese devastato da corruzione e disuguaglianze insopportabili, mentre prolifera un meccanismo oligarchico che crea consenso e chiede fedeltà». Sono le parole che si leggono sull’invito di Libertà e Giustizia alla manifestazione contro la corruzione e l’illegalità, dal titolo «Per un’Italia libera e onesta. Ripartiamo dalla Costituzione», che si è tenuta ieri a Modena in piazza XX Settembre con gli interventi — tra gli altri — di Sandra Bonsanti, Stefano Rodotà, Gian Carlo Caselli e Gustavo Zagrebelsky. Nel suo discorso, il giurista Rodotà — commentando l’esito delle elezioni europee — ha invitato gli italiani a non arrendersi all’«inattività» e a mantenere sempre la guardia alzata: «Non possiamo cedere a una sorta di strisciante senso comune, all’attesa rassegnata di quanti dicono che ormai le carte sono state ridistribuite, con questo ultimo voto, e non ci rimane che assistere alla partita».