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giovedì 11 novembre 2010

La Rivluzione delle donne!!!

La rivoluzione delle donne!!!

pubblicata da Nella Toscano il giorno giovedì 11 novembre 2010 alle ore 19.39
Se si guarda alla situazione attuale dell'Italia  è impossibile  farsi un'idea di come uscire indenni da questo disastro.
Assistiamo con angoscia al lento sgretolarsi di ogni certezza e alla vana ricerca di una strada che possa portarci in un luogo in cui tutto si ricompone e ritorna al proprio posto.
La confusione, l'accavallarsi di voci, progetti, speranze tutti volti alla ricerca di possibili eventuali rimedi danno la sensazione di essere finiti in una torre di babele dentro la quale è difficile riuscire a districarsi.
Penso che la voglia di partecipazione di chi ha chiaro lo stato di degrado dell'Italia sia una cosa necessaria e lodevole, ma al tempo stesso se questa voglia di partecipazione non riesce a trovare una strada, un punto d'incontro e di  sintesi tutta questa voglia di progettare il futuro, il nostro futuro per cercare di cambiare l'Italia alla fine non ci porterà da nessuna parte.
C'è tanta voglia di protagonismo, in molti anche il disperato bisogno di ricavarsi un posto al sole, aspirazione legittima, ma che se fine a se stessa rischia  di ingarbugliare ancora di più la matassa.
L'altro guaio è che i partiti ancora non hanno consapevolezza del travaglio che attraversa il paese e non riescono  a parlare ai cittadini in cerca di un punto di riferimento in maniera chiara e diretta, lasciando i più senza una rappresentanza.
Continuando così dove andremo a finire?
Si presume che questo governo avrà durata breve, ma in vista di questo ancora non si riesce a capire dove vuole andare il PD e soprattutto con chi vuole andare!
Intanto sappiamo che in Sicilia rimane nel governo Lombardo, nonostante quest'ultimo  sia accusato di collusioni con la mafia e non aiutano certo le parole di Veltroni che  chiede   a Lombardo solo di dire in maniera chiara  se è o meno colluso con la mafia, mentre  Bersani a livello nazionale guarda all'UDC di Casini, a Fini e all' MPA, piuttosto che a sinistra.
Di fronte a tutto questo si rimane completamente disorientati!
Certo non possiamo mica aspettarci che Lombardo verrà a dirci chiaro e tondo che Lui fa parte della mafia, o che l'ha o meno favorita, una persona ragionevole questo non lo può pensare.
Io penso che una persona ragionevole dovrebbe invece pensare e dire che di fronte a fatti del genere è opportuno che chi è indagato per reati così gravi si faccia da parte.
Dovrebbe ribadire la necessità che l'indagato vada a chiarire nelle sedi opportune e solo dopo che avrà chiarito ed è risultato estraneo ai fatti che gli vengono addebitati potrà tornare a fare politica.
Dobbiamo prendere atto che ormai questa regola elementare di opportunità politica non la rispetta più nessuno e non è davvero una bella cosa.
All'imputato onorevole o presidente che sia  si chiede solo di chiarire e può continuare per la sua strada, può continuare a governare!
Dalle parole della politica non si riesce a intravvedere una strada percorribile con entusiasmo e determinazione, mentre  i tanti movimenti , associazioni, gruppi e gruppetti che nascono come funghi non si riesce a trovare  una via unitaria, forse nemmeno cercata, per incanalare il dissenso verso la politica, soprattutto a sinistra, con il rischio che molti non andranno poi a votare  ed il pericolo che possa tornare a vincere la destra.
Fini l'ha capito e sta lavorando per vincere, mentre la sinistra continua a dividersi ed a perdere consensi!!!
In tutto questo buio una luce però si riesce ad intravvedere e sta tutta nella rinata voglia delle donne di ritornare a lottare e nella ritrovata consapevolezza di essere  più della metà degli Italiani e che per questo gli si deve garantire una adeguata rappresentanza nelle Istituzioni, a tutti i livelli.
Le donne vogliono tornare ad impegnarsi, anzi hanno già cominciato ad impegnarsi per la "rivoluzione gentile", con la consapevolezza che non possono esimersi da questo impegno se veramente si vuole cambiare l'Italia!!!!!
Nella Toscano

lunedì 1 novembre 2010

Un fondo di solidarietà nazionale per aiutare le donne e le famiglie in difficoltà

pubblicata da Nella Toscano il giorno lunedì 1 novembre 2010 alle ore 16.51

Ritengo utile mettervi a conoscenza di questa importante
Proposta di "Un Progetto Per Cambiare L'italia"
affinchè possiate conoscerla e condividerla.



E' necessario, soprattutto in questo momento in cui le famiglie ed in modo particolare le donne prive di reddito, sono in grande difficoltà, istituire un fondo di solidarietà nazionale, reperendo le risorse nell'ambito dell'8 x 1000, che ognuno di noi ogni anno all'atto della dichiarazione dei redditi decide di donare alle chiese oppure a nessuno.Infatti molti Italiani non volendo donare a nessuna delle chiese, che usufruiscono di tale possibilità, non lo danno a nessuno, non sapendo però che in mancanza di una specifica indicazione la quota parte dell'8x1000 relativa alla dichiarazione dei redditi verrà redistribuita in misura percentuale alle chiese.Basterebbe aggiungere un'altra casellina nella dichiarazione dei redditi e queste somme potrebbero andare a finanziare il fondo di solidarietà nazionale che io propongo di istituire e per dare la possibilità agli Italiani di scegliere a chi donare i propri soldi.In passato abbiamo verificato la percorribilità giuridica di questa proposta ed infatti abbiamo poi fatto una proposta di legge di iniziativa popolare, raccogliendo diecimila firme. La proposta è poi diventata disegno di legge perchè presentata alla camera dei deputati ed al Senato della repubblica da parlamentari della sinistra, ma poi si è persa per mancanza di volontà politica,al governo c'era la destra, come possiamo immaginare.La quota dell'otto x 1000 che ogni anno gli Italiani non destinano a nessuno dei beneficiari si aggira intorno a 1200 miliardi delle vecchie lire.Ognuno può capire quale è la posta in gioco e quanti problemi potrebbero essere risolti.
Nella Toscano


mercoledì 27 ottobre 2010

Impariamo la Costituzione

L’articolo è sicuramente uno dei principi più significativi della Costituzione Repubblicana: esso è il portato dei valori che discendono dalla rivoluzione francese (Liberté, égalité et fraternité) e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
La proclamazione del principio di uguaglianza segna una rottura decisa nei confronti del passato, quando la titolarità dei diritti e dei doveri dipendeva dall’estrazione sociale, dalla religione o dal sesso di appartenenza. Nell’art. 3, bisogna distinguere il primo comma che sancisce l’uguaglianza in senso formale, dal secondo che riconosce l’uguaglianza in senso sostanziale.

Nell’uguaglianza “formale” trova espressione la matrice liberale della democrazia Italiana, in quella “sostanziale” si rivela il suo carattere sociale.
Uguaglianza formale vuol dire che tutti sono titolari dei medesimi diritti e doveri, in quanto tutti sono uguali davanti alla legge e tutti devono essere, in egual misura, ad essa sottoposti. Le varie specificazioni «senza distinzioni di» furono inserite affinché non trovassero posto storiche discriminazioni, quali, ad esempio, la divaricazione dei diritti tra uomini e donne, alla quale intendeva porre fine l’affermazione di un’uguaglianza «senza distinzioni di sesso». Così, l’uguaglianza «senza distinzioni di razza» serviva a preservare l’ordinamento costituzionale, mettendolo al riparo dall’infamia delle leggi razziali.
Tuttavia, la nostra Costituzione non si arresta al riconoscimento dell’uguaglianza formale: essa va oltre assegnando allo Stato il compito di creare azioni positive per rimuovere quelle barriere di ordine naturale, sociale ed economico che non consentirebbero a ciascuno di noi di realizzare pienamente la propria personalità. Questo passaggio concettuale è pregnante, poiché consente di affermare che le differenze di fatto o le posizioni storicamente di svantaggio possono essere rimosse anche con trattamenti di favore che altrimenti sarebbero discriminatori. In Italia, le azioni positive sono state utilizzate soprattutto per le discriminazioni di genere, contro le donne.
Attraverso l’uguaglianza sostanziale, lo Stato e le sue articolazioni si assumono l’impegno di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini: questo non significa che il compito dello Stato sia quello di tendere verso un malinteso egualitarismo, inteso come uguaglianza dei punti d’arrivo, dove l’individuo finirebbe per essere annichilito, schiacciato dal peso di una società di eguali. Il compito dello Stato è invece quello di agire concretamente per metter tutti nelle stesse condizioni di partenza, dotando ognuno di pari opportunità per sviluppare e realizzare pienamente e liberamente la propria personalità.
Il carattere aperto del principio di uguaglianza ha consentito alla giurisprudenza della Corte Costituzionale di adeguare continuamente il quadro dei diritti e dei doveri all’evoluzione economica e sociale del nostro Paese. Il principio di uguaglianza è stato declinato in un generale divieto di discriminazione; si discrimina quando si trattano in maniera uguale situazioni diverse, ovvero quando si trattano in maniera diverse situazioni uguali. La disparità di trattamento è consentita solo quando le differenze sono stabilite dal legislatore in modo ragionevole ed obiettivo. Attraverso il canone della ragionevolezza, vero cuore del principio di uguaglianza, i divieti di discriminazioni sono stati estesi, per via giurisprudenziale, agli orientamenti sessuali, all’appartenenza ad una minoranza, all’handicap, all’età.
L’uguaglianza è un obiettivo tendenziale che deve essere difeso e tutelato soprattutto quando, come oggi, esso risulta al centro di un attacco incrociato, sia nella sua accezione formale che sostanziale.

Alex Zanotelli:"Ci stanno uccidendo"

domenica 24 ottobre 2010

Battiamoci per un mondo nuovo per far vivere la speranza!!!!

pubblicata da Nella Toscano il giorno domenica 24 ottobre 2010 alle ore 18.23
Bellissimo ed intenso, come sempre,  il discorso  di chiusura del congresso di S e L di Nichi Vendola, con il quale ci ha indicato un cammino per uscire non solo dall'attuale frammentazione della sinistra, ma anche per andare al governo del paese, per cercare di risolvere i gravi problemi che abbiamo di fronte e, prima di tutto, il problema del lavoro!
Condivido il suo appello  a ritrovarsi a sinistra dopo  il più largo e lungo  smarrimento, ma certamente non per tornare in un luogo antico  e soprattutto non per sommare gli ex, ma per ritrovarsi come comunità, come uomini e donne di un paese  reso irriconoscibile, spaccato e ferito, sopraffatto dall'egoismo, che ha soppiantato la narrazione civile e lo spirito  della lotta civile.
Sinistra: parola necessaria, ma non sufficiente per cambiare,  perchè solo la parola non ha più senso, bisogna riempire questa parola di contenuti politici, che Vendola non ha mancato di enunciare: primo fra tutti mettere al centro  un nuovo welfer ,   dare valore a ciascuna persona,  lottare per i diritti sociali e  la libertà, per il reddito di cittadinanza per chi è tagliato fuori,  sostenibilità ambientale,   sviluppo urbano sostenibile,  cura del territorio.
Necessità a rimettere al centro la cultura per far crescere questo paese, attaccata pesantemente da Tremonti  che ha sottratto risorse alle scuole e università, oltre  che agli enti culturali.
Difesa del principio della laicità dello stato e confronto con i cattolici  ispirato al senso delle proporzioni!
Dare voce all'Italia migliore,   raccontarla,   dare evidenza alle persone che non hanno voce e che ogni giorno si impegnano per costruirla, anche questo obiettivo assolutamente condivisibile, come lo è anche quello di riappropriarsi della parola Libertà e di mettere punti fermi  a cominciare dall'indisponibilità della vita umana, a cominciare dalla non violenza, dalla libertà delle donne.
Bello il suo richiamo alla bellezza non  intesa  come virilità, come fisicità che resiste alla prova del tempo, in un olimpo pacchiano racchiuso tra Dioniso ed Apicella, ma come singolarità straordinaria dell'uomo, che si ritrova nello sguardo dei bambini, nella vita che vuole essere tutelata e non mercificata....  Battiamoci insieme a Lui per un mondo nuovo, per far vivere la speranza!!!!!
Nella Toscano