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lunedì 6 luglio 2026
🇮🇹 928 ITALIANI NELL’ESERCITO ISRAELIANO. UNA DOMANDA CHE L’ITALIA NON PUÒ PIÙ ELUDERE.
Don Chisciotte
Informazioni IA
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Per oltre un anno il dibattito pubblico italiano ha discusso di tutto: sanzioni, mandati di arresto internazionali, diritto internazionale, crimini di guerra, responsabilità individuali. Ma su un dato si è parlato pochissimo.
Secondo un’inchiesta di Declassified UK, realizzata dai giornalisti John McEvoy e Alex Morris sulla base di documenti ufficiali ottenuti attraverso una richiesta di accesso agli atti (FOIA) presentata dall’avvocato israeliano Elad Man per conto dell’ONG Hatzlacha, 928 cittadini italiani hanno prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane (IDF) tra il 7 ottobre 2023 e il marzo 2025.
Di questi:
• 828 possiedono la doppia cittadinanza italiana e israeliana;
• 100 hanno anche una diversa seconda cittadinanza.
Non si tratta di indiscrezioni, ma di dati ufficiali forniti in forma aggregata dal Ministero della Difesa israeliano e riportati dall’inchiesta, successivamente ripresa in Italia anche da Stefania Maurizi su Il Fatto Quotidiano.
La questione, naturalmente, non è la doppia cittadinanza, né il fatto che Israele consenta ai propri cittadini di prestare servizio militare.
La domanda è un’altra.
Se una parte di questi militari ha operato durante una campagna militare che è oggi oggetto di accuse di gravissime violazioni del diritto internazionale e di un procedimento davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, quale posizione intende assumere lo Stato italiano?
Ci saranno verifiche? Il Parlamento affronterà la questione? Il Governo ritiene che il tema non riguardi l’Italia?
Per mesi ci è stato ripetuto che il diritto internazionale costituisce il fondamento dell’ordine mondiale. Se è davvero un principio universale, dovrebbe valere indipendentemente dall’alleato coinvolto.
Non si tratta di attribuire responsabilità penali collettive né di mettere automaticamente sotto accusa centinaia di persone.
Si tratta di pretendere trasparenza, coerenza e rispetto delle stesse regole che l’Occidente invoca quando giudica i conflitti degli altri.
Perché il diritto internazionale o vale per tutti, oppure smette di essere diritto e diventa soltanto uno strumento politico.
📚 Fonti: Declassified UK; documentazione FOIA ottenuta tramite l’avvocato Elad Man (Hatzlacha); inchiesta di Stefania Maurizi su Il Fatto Quotidiano.
— Don Chisciotte
#DonChisciotte #Gaza #Israele #Italia #DirittoInternazionale #MedioOriente
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lunedì 1 giugno 2026
Ripreso da: Termometro Geopolitico
Ripreso da:
Termometro Geopolitico
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L'UNIONE EUROPEA, IL RITORNO DELLA TEORIA HITLERIANA DELLO SPAZIO VITALE E L'EVENTUALE COMBINAZIONE DI EMERGENZA BELLICA ED EMERGENZA PANDEMICA
Il fatto che tutti i leader europei convergano oggi verso la replicazione del concetto hitleriano di "spazio vitale" è un dato di fatto col quale fare i conti: per fare fronte al totale fallimento economico e sociale del progetto denominato Unione Europea, i vertici eurofederali si sono convinti che la strada da seguire consti dell'aggredire la Russia, spezzarne l'unità statale e impadronirsi delle sue risorse naturali.
La differenza con l'Operazione Barbarossa del 1941 risiede nel fatto che, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, Hitler aveva portato in pochi anni la Germania alla piena occupazione, mentre oggi i vari Starmer, Macron e Merz pretendono di mobilitare militarmente i cittadini europei dopo averli vessati e impoveriti per decenni.
Per quanto riguarda l'inferiorità militare europea, essa non solo ha cessato di essere un fattore ostativo ai fini di un'escalation, ma potrebbe addirittura rivelarsi un vantaggio indiretto, ovvero volto a rovesciare la realtà attraverso una narrazione che faccia passare per vittime gli aggressori.
Infatti, tutto quello che gli europei dovrebbero fare in caso di escalation è tenere testa alla Russia - anche in condizioni di inferiorità, anche in caso di scambi nucleari tattici - fino al 2028.
Da quel momento, l'eventuale caduta dei Repubblicani alle elezioni presidenziali americane potrebbe provocare, all'interno degli Stati Uniti, la replicazione grottesca della campagna interventista degli anni '40 del secolo scorso: tanto più efficace, quest'ultima, quanto più gli europei apparissero perdenti.
Per l'Italia, la possibilità di restare fuori dal conflitto è scarsa per due ragioni: in primo luogo a causa della recente decisione del Governo Meloni di fabbricare, in quattro località italiane, i droni con cui l'Ucraina attaccherà le citta russe; in secondo luogo, perché da oltre un anno su tutta la stampa mainstream si vocifera di manovre volte a creare un governo di larghe intese, cioè un vero e proprio gabinetto di guerra.
Infine, a giocare un ruolo in tutto questo vi è altresì l'eventualità d'una nuova emergenza pandemica.
Se davvero, come dicono alcuni, hantavirus ed Ebola sono stati solo dei test volti a misurare re-attività o passività dell'opinione pubblica, questo significherebbe per gli Starmer e i Merz poter bypassare il problema inerente all'azzeramento del loro consenso popolare. L'eventuale combinazione di emergenza bellica ed emergenza pandemica, in altre parole, sarebbe la combinazione perfetta giacché un popolo reso pavido dalla minaccia del virus, resterebbe pavidamente passivo dinanzi ai governanti che lo conducono al macello.
La resistenza patriottica contro governi al servizio dello straniero forse s'innescherà ma, purtroppo, essa potrà sorgere solo a guerra avviata e in seguito alle conseguenti devastazioni su suolo europeo.
di Riccardo Paccosi
#TGP #Ucraina #UE #Europa
Fonte: https://www.facebook.com/1550406188/posts/10243226931239671/
La pista rossa
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🇸🇰"QUESTA È LA TERZA GUERRA MONDIALE»— il Primo Ministro slovacco Robert Fico, dopo l'incidente con il drone in Romania, ha dichiarato che l'UE deve avviare un dialogo con la Russia e abbandonare i discorsi sulla guerra.
🗣«Spero che tutti ricordiate i miei avvertimenti su cosa potrebbe portare un drone che si è intenzionalmente o accidentalmente deviato dalla rotta. Questa è la Terza Guerra Mondiale.
🗣Vi metto in guardia, vi avverto contro dichiarazioni dure, contro la spavalderia e i discorsi sulla guerra tra Unione Europea e Russia. Tali discorsi possono essere tenuti solo da persone completamente irresponsabili, che considerano la guerra come una sorta di videogioco.
🗣Al contrario, questo incidente, di cui nel complesso non sappiamo ancora nulla, dovrebbe portare a sforzi colossali per aprire un dialogo tra l'UE e la Federazione Russa.
🗣Solo questo dialogo può prevenire una catastrofe totale.
🗣Vi chiedo di comprendere il valore della vita pacifica. Il valore del fatto che domani potremo trascorrere una domenica tranquilla, buona e confortevole con le nostre famiglie e amici, e non dovremo correre nei rifugi, dai quali spesso non c'è più ritorno.
🗣Vi auguro una splendida e pacifica domenica, cari amici.
🗣E iniziamo insieme a riflettere su come si comporterebbero in questi tempi di crisi i rappresentanti del potere — coloro che si inchinano davanti a Bruxelles e coloro che oggi sono nemici mortali della Russia o della Cina.
🗣Capite molto bene di cosa sto parlando.
🗣La pace prima di tutto».
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AUSTERITY PER NOI, LUSSO A CHIGI: IL RENDICONTO DELLA VERGOGNA
Ripreso da =GUSTAVO ZAGREBELSKY PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA= ·
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AUSTERITY PER NOI, LUSSO A CHIGI: IL RENDICONTO DELLA VERGOGNA
Condivido con voi un'analisi, basata su dati ufficiali (Rendiconto DPCM 20/05/2026), sulla gestione della spesa pubblica a Palazzo Chigi.
Credo che il tema della responsabilità politica e della coerenza tra retorica istituzionale e prassi amministrativa sia un argomento che merita una riflessione collettiva.
🔹 Se cercavate la prova definitiva che per questo governo la "nazione" finirebbe dove iniziano gli uffici dei ministri, eccola servita.
Mentre il Paese affoga nell'inflazione e i cittadini contano gli spiccioli per far la spesa, a Palazzo Chigi il 2025 si sarebbe chiuso con una festa di cifre che farebbe arrossire chiunque abbia ancora un briciolo di decenza istituzionale.
Il Rendiconto finanziario firmato da Giorgia Meloni il 20 maggio scorso non sarebbe solo un documento contabile: sembrerebbe il manifesto del cinismo di chi predica rigore dal pulpito e sguazzerebbe nel lusso col portafoglio pubblico.
🔹 La narrazione è sempre la stessa: "sacrifici per tutti". Ma date un’occhiata ai numeri, quelli veri, quelli che si leggono nelle 64 pagine del rendiconto che la propaganda vorrebbe nascondere.
Mentre si tagliano i buoni pasto, si riducono le utenze e si lesina sui fondi per i giovani, Palazzo Chigi avrebbe trovato 300mila euro in più per lo staff dei ministri e dei sottosegretari rispetto al previsto.
Evidentemente, la "crisi globale" del 2025 non avrebbe colpito i loro collaboratori a chiamata diretta, che avrebbero visto lievitare le risorse a loro disposizione.
🔹 E che dire del paradosso dei viaggi? Mentre ai cittadini viene chiesto di stringere la cinghia, la classe politica avrebbe deciso che le proprie "missioni istituzionali" meriterebbero un extra da 1,1 milioni di euro.
Aggiungeteci 60mila euro in più per i voli di Stato e 15mila per il noleggio delle auto blu, e avrete chiaro il quadro: per questo governo, la "austerity" sembrerebbe essere un gioco di società a cui partecipano solo i cittadini comuni.
🔹 Ma il capolavoro dell’incompetenza si raggiungerebbe sui numeri globali. Una variazione di 9,4 miliardi di euro rispetto alle previsioni di inizio anno.
Quasi 15 miliardi di impegno di spesa finale, in un clima di perenne emergenza che giustificherebbe l'aumento di spese per consulenti (+1,1 milioni) e per gli "eventi istituzionali" dovuti ai "numerosi vertici".
Insomma, si potrebbe osservare che, più il Paese è in ginocchio, più la Presidenza del Consiglio spenderebbe in consulenze, facchinaggio e cerimonie nazional-popolari.
🔹 Sono gli stessi che ci riempiono la testa di slogan sulla "patria" e sulla "difesa del lavoro".
Poi scopri che, nel segreto delle stanze di Palazzo Chigi, si approverebbero decreti per aumentare i premi di settore e finanziare feste mentre si tagliano i servizi essenziali per chi il lavoro lo cerca o lo ha precario.
A 14.000 euro al mese, sembrerebbe facile dimenticarsi dei cittadini.
Sarebbe facile far finta di non vedere il carovita, la crisi dei trasporti e la disperazione delle famiglie.
Basta un "rendiconto" approvato in fretta e furia per lasciar trasparire che, per questo governo, la priorità non sarebbe il Paese, ma la gestione del proprio apparato di potere.
Vergogna. Non sembrerebbe gestione, bensì una razzia sistematica dei fondi pubblici fatta sotto gli occhi di tutti.
#PalazzoChigi #Rendiconto2025 #Casta #SpesePazze #GovernoMeloni #PoliticaEconomica #Ipocrisia #TuttiACasa #SoldiPubblici #StatoDiDiritto
⚖️ NOTA DI TUTELA LEGALE E DIRITTO DI CRITICA POLITICA (ART. 21 COST.)
Il presente contenuto costituisce libera manifestazione del pensiero ed esercizio del legittimo diritto di critica politica (Art. 21 Cost. e Art. 10 CEDU). Le analisi e i dati economici riportati poggiano rigorosamente sul rendiconto finanziario della Presidenza del Consiglio approvato con DPCM del 20 maggio 2026 e sull'inchiesta giornalistica di Giacomo Salvini, che ha svelato i dettagli delle variazioni di spesa rispetto al bilancio di previsione 2025. Il ricorso a toni polemici e la critica all'operato dell'esecutivo rientrano nel perimetro della continenza espressiva in materia di dibattito politico-istituzionale. L'immagine a corredo del presente post è tratta, a fini di cronaca e critica politica, dal portale ufficiale del Governo Italiano (governo.it).
venerdì 29 maggio 2026
TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Le modifiche alla stabilicum
TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: Le modifiche alla stabilicum: Hanno modificato la prima proposta di legge elettorale: premio di maggioranza con il 42% senza ballottaggio, così il primo che arriva si pre...
giovedì 21 maggio 2026
Umanità perduta
Umanità perduta, quest'è e per capirlo basta guardare le immagini che Israele ci ha mostrato senza vergogna, senza un minimo senso di umanità.
Se si arriva a trattare così persone che hanno messo a rischio la loro vita per aiutare il popolo Palestinese massacrato, affamato, buttato fuori dalle proprie case, distrutte senza pietà,vuol dire che l'umanità non esiste più.
E non esiste più nemmeno nella "civile Europa", non esiste più nella politica, che non è capace più nemmeno di balbettare il dissenzo, se mai ce ne fosse, verso questo pattume umano, e non trova le parole giuste per condannare e nemmeno il coraggio di prendere decisioni doverose che sanciscano il totale distacco da questo immondo regime israeliano, per dissociarsi concretamente e tagliare qualsiasi legame con esso.
Presidente Mattarella, le semplici parole non bastano più, è bene prenderne atto, perchè quello che sta succedendo va oltre ogni sopportazione umana, che anche chi sta dentro i palazzi ovattati del potere dovrebbe sentire.
Il governo è sordo, non solo quello europeo, ma anche e soprattutto quello italiano che è occupato a coltivare il proprio orticello e con una PDC che pensa a fare passerelle a spese del popolo, mentre progetta di mandarlo in pensione a 71 anni, quando si è sulla soglia del paradiso! Che vergogna e di più se si pensa che i politici vanno in pensione con solo 5 anni di contributi e possono godere anche dell'osceno vitalizio, concesso anche ai pregiudicati che hanno tradito lo stato!
E che dire del ministro salvini che nell'ignoranza dei problemi veri del territorio italiano e soprattutto delle zone disagiate del sud, quali Niscemi, ultima devastata dalle politiche errate e dall'abbandono, destina miliardi,14 per l'esattezza, a un ponte che mai potrà essere realizzato, per i tanti problemi che molti tecnici hanno già fatto presente, e si sperperano miliardi per mantenere un sistema parassitario, che brucia risorse distratte alla tutela del territorio.
Abbiamo la sanità completamente disastrata, che oramai non serve più ai cittadini, ma solo ai potentati . e si perchè, contrariamente a quanto sancito dalla costituzione sulla parità dei diritti dei cittadini per l'accesso alla sanità pibblica, c'è chi lavora per renderla accessibile in primis a alti gradi dell'esercito e ai loro familiari e poi alle altre personalità e se resta qualcosa in ultimo ai cittadini. Proposta vergognosa e inaccettabile di cui nessuno parla.
Sono state tolte risorse all'assistenza dei disabili e alla prevenzione per raddoppiare le spese di rappresentanza della PDC, il che è molto vergognoso, mai si era visto tanto sfacciato sfrazzo per vestire un PDC e per comprargli pure i "gioielli" di rappresentanza!
Mi fermo qui , perchè l'elenco dei disatsri è davvero troppo lungo, ma già da questo si può comprendere in che mani è il Paese.
L'auspicio è che gli italiani e soprattuto i giovani capiscano la necessità di un risveglio prima che sia troppo tardi. Il fondo l'abbiamo superato da un bel pezzo , ci rimane solo sprofondare.
N.T.
lunedì 11 maggio 2026
TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: LA TRUFFA MILIONARIA IMPUNITA PER IL POLITICO DEL PD
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sabato 25 aprile 2026
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lunedì 20 aprile 2026
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giovedì 2 aprile 2026
I giovani e la speranza
Il discorso inaugurale dell’anno accademico dell’Università di Padova di Paola Bonomi, studentessa di 22 anni, non dovrebbe, o meglio non avrebbe dovuto passare inosservato e far riflettere tutti, soprattutto coloro che hanno contribuito alla devastazione dello stato di diritto di questo Paese, che oggi potremmo definire Stato dei mancati diritti, perché di questo si tratta.
Cosa c’è di peggio di impedire ai giovani di esercitare il proprio diritto di voto solo perché ci si trova fuori sede per motivi di studio e di lavoro e nell’impossibilità di pagarsi il viaggio per raggiungere i luoghi della propria residenza?
Purtroppo siamo arrivati a questo punto per l’insipienza di questi politici al governo, che esercitano il potere di veto, come in questo caso, solo per fini strettamente personali.
Una politica che guarda solo al proprio interesse e non a quello della collettività è malata grave e, purtroppo, lo è da molto tempo, mentre noi il popolo non abbiamo voluto capire e ci siamo girati dall’altra parte, senza minimamente pensare alle conseguenze che tale comportamento avrebbe avuto sui giovani, soprattutto, ma non solo, e nel caso specifico anche sul risultato referendario.
Un intrevento questo da dove si evince l’amarezza e la preoccupazione dei giovani di oggi, che denunciano “ la frattura, ormai evidente, tra il futuro che vengoni invitati a costruirsi e il presente”:
“Studia, che il futuro è tuo, basta impegnarsi.”
“Un po’ di gavetta l’abbiamo fatta tutti.”
“Se vuoi puoi.”
Per realizzare questo sogno oggi i giovani sono costretti a fare sacrifici immensi, a cominciare dall’esborso dell’esoso costo di €.500,00 per una stanza, per potere soggiornare lì dove hanno scelto di seguire corsi di studio, che, purtroppo, non tutti possono permettersi.
Ascoltando questo intervento mi è tornato in mente il tempo passato in cui noi giovani del passato si studiava certi che poi, ottenuto il famoso pezzo di carta, si poteva aspirare a un lavoro certo. Un privilegio che oggi i giovani non hanno più, proprio perché non hanno nessuna garanzia per un futuro certo di lavoro, nonché di vivere quella spensieratezza di cui noi giovani del passato abbiamo potuto godere: una gioventù fatta sì anche di sacrifici - perché neppure negli anni 60-70 si era tutti ricchi- ma c’era la cansapevolezza di un futuro migliore raggiungibile. AI giovani di allora è toccato il privilegio di vivere una stagione ricca di avvenimenti, di sfide in un Paese che si stava risvegliando dalla tragedia della guerra passata.
Quelli sono stati anni bellissimi, indimenticabili: tutto sembrava a portata di mano!
Per i giovani di allora è stato un periodo fortunato, che purtroppo non abbiamo avuto la capacità di preservare per le future generazioni: questo è il grande rammarico che ognuno di noi dovrebbe avere.
E’ vero che a partire dalla fine degli anni 70 il Paese ha attraversato momenti bui, che hanno segnato la vita di tutti noi e per molti è stata la fine di una illusione che si credeva non si dovesse esaurire mai. L’illusione del benessere raggiunto, vissuto come un’assicurazione a vita si è rivelata fallace e senza prospettiva per un futuro di Pace e di benessere. L’incapacità di una visione del futuro da parte della politica ha portato al disastro, non solo dell’Italia, ma di tutto l’occidente, che oggi vive una crisi nera di valori, di lavoro, di sviluppo, di guerre in diverse parti del mondo. E così oggi i giovani si trovano a dovere affrontare un presente senza speranza, ricco d’insidie e ad inseguire il futuro come un miraggio che sembra irrangiugibile per i tanti ostacoli che vi si frappongono.
Le guerre imperverano in diverse parti del mondo, genocidi, deportazioni con tutte le conseguenze che ciò comporta e che credevamo sconfitte per sempre. La follia di chi oggi governa il mondo, produce disastri su disastri, a cominciare da quelli ambientali, che stanno distruggendo l’ambiente ed il clima modificto a colpi di geongegneria, con scie chimiche che coprono il nostro cielo azzurro e piogge incessanti che cancellano centri abitati, strade, ponti ecc. per colpa di politiche assassine che mirano a distruggere l’uomo e soppiantarlo con “l’intelligenza artificiale” o forse sarebbe meglio dire con la “deficienza artificiale”.
Sarebbe ora di chiederci di chi è la colpa di tutti questi disastri!
Non sarà forse dovuta alla mancanza di partecipazione alla politica di tutti?
Alla delega in bianco che si è data a politici sempre più corrotti e senza scrupoli?
Alla povertà che aumenta per colpa di politiche dissennate,che mettono la ricchezza nelle mani di pochi , mentre al popolo vengono riservate le briciole?
Armi di distrazione di massa sono state propinate da tutti i governi, insieme a un sistema di controllo delle masse, per distrarci dai problemi veri, per farci dimenticare il “futuro”, quel futuro che oggi è in mano a una politica spesso criminale, con una giustizia che non è uguale per tutti, con una stampa corrotta, con una sanità allo sbando e impoverita, mentre pochi si sono arricchitti oltre ogni decenza umana a discapito del popolo che hanno reso sottomesso e incapace di reagire.
Questo è il mondo che stiamo consegnando ai giovani per colpa delle nostre dimenticanze e incapacità di una politica che governi per il bene comune e non invece per quello di pochi.
Nella toscano
2.4.2026
mercoledì 1 aprile 2026
Negata la base di Sigonella, Meloni fa l’equilibrista: si “smarca” da Trump, poi fa marcia indietro
dalla bacheca di Michela Selaggio su fb:
1 Aprile 2026
di
Giacomo Salvini
Colle avvisato
Da giorni, dopo la sconfitta referendaria, i collaboratori hanno raccolto gli sfoghi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: il referendum sulla Giustizia è stato perso anche per gli effetti – economici e militari – della guerra degli Stati Uniti e Israele all’Iran e anche per l’impopolarità del presidente americano Donald Trump nell’elettorato italiano. Da qui anche la scelta di non partecipare nemmeno con un videomessaggio al Cpac in Texas (la prima volta da quando è al governo) dopo le interviste di alcuni esponenti del mondo Maga – come Steve Bannon – estremamente critici verso il governo italiano. Anche per questo, sulla base del trattato del 1954, è nata la scelta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Difesa Guido Crosetto di negare, venerdì sera, l’autorizzazione all’utilizzo della base di Sigonella ai cacciabombardieri americani, come anticipato ieri mattina dal Corriere della Sera.
La premier è stata informata in tempo reale dal ministro della Difesa Guido Crosetto poco dopo la mezzanotte di venerdì. I due bombardieri americani – probabilmente partiti dall’Inghilterra, dalla base di Colchester – si sarebbero fermati a Sigonella per fare rifornimento e ripartire verso il Medio Oriente ma nella notte, quando erano già in volo, il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano ha chiamato Crosetto che a sua volta ha deciso con la premier di negare l’autorizzazione all’uso della nostra base. Nelle ore successive è stato anche informato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è capo delle forze armate e con cui era stata concordata la linea sull’uso delle basi militari americane in Italia all’ultimo Consiglio Supremo di Difesa. Poi la notizia è arrivata alla Casa Bianca.
Una decisione che permette al governo italiano di poter rivendicare una forma di distanza – seppur timida – da Washington dopo il referendum. Meloni, infatti, sta accarezzando l’idea di iniziare a prendere le distanze dall’amministrazione americana. E proverà a farlo giovedì prossimo, quando si presenterà in aula a Montecitorio per tornare alle origini delle posizioni meloniane sulla politica estera: “Alleati ma non sudditi”, è il mantra che viene ribadito ai vertici di Fratelli d’Italia. Non è un caso che nelle ultime settimane – da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente – non risultino contatti tra la premier e il presidente americano Donald Trump, se non nel contesto di una videochiamata del G7.
Eppure l’idea di prendere le distanze da Trump viene solo accarezzata, ma non portata fino in fondo. La premier teme ritorsioni politiche e diplomatiche. La reazione stizzita di Trump contro gli alleati europei ormai è un film già visto, anche se non ancora a Palazzo Chigi. Così nelle stanze di governo non viene apprezzata la “fuga di notizie”– a cinque giorni di distanza – sulla decisione di negare le nostre basi. Per diverse ore, a fine mattinata, ci sono tensioni tra Palazzo Chigi e il ministero della Difesa. Alla fine, sia Meloni che Crosetto provano a metterci una toppa per rassicurare Washington. La premier fa sapere in una nota ufficiale che l’Italia “ha agito nel rispetto degli accordi internazionali” e degli “indirizzi espressi dalle Camere”, ma allo stesso tempo nega qualsiasi crisi diplomatica con gli Stati Uniti: “Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”. Anche Crosetto, con un tweet, fa sapere che “le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato” specificando che “non c’è alcun raffreddamento o tensione” con gli Stati Uniti. La linea del governo comunque è che l’Italia “non è come la Spagna di Sánchez”. Al momento, nonostante le richieste delle opposizioni, non è in agenda un’informativa dell’esecutivo in Parlamento. Ne parlerà Meloni in aula direttamente giovedì prossimo.
Il Fatto Quotidiano
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LA PACE
"Ho 84 anni, ero un bambino durante la seconda guerra mondiale, ma mi ricordo molto bene il tragico bagaglio che aveva portato: mio nonno ferroviere fu ucciso in un bombardamento degli alleati mentre stava lavorando insieme ai suoi colleghi, la disperazione dei miei, la fatica e la paura di essere sfollati, la mancanza del cibo, il freddo, il terrore di chi rischia la morte per un tozzo di pane, le file interminabili per l’acqua. E poi, i grandi egoismi di molti, i gesti eroici di pochi, la generosità e l’altruismo esercitati in silenzio di altri.
Oggi la mia mente ripercorre quei ricordi dolorosi e vedo che nulla è cambiato: c’è chi inneggia alla guerra, anche nucleare, incurante dei dolori che porta, chi si fa alfiere di vari interessi, chi randella quotidianamente chi la pensa in maniera critica, azzerando il confronto e trasformando il dialogo in una assurda polarizzazione: amico di Putin se sei per la pace o difensore della democrazia se aderisci all’invio di armi per l’Ucraina. Perfino il Papa è stato dichiarato “pacifista estremista”, come se invocare la pace fosse da vigliacchi o peggio, da inetti, incapaci di “prendere una posizione”.
Roba da matti, o da incoscienti. O roba da falchi…(...) Gino Strada, come lo hanno ricordato a un incontro a Sesto S. Giovanni, prendendo in prestito le parole di Albert Einstein all’indomani della fallimentare conferenza sul disarmo del 1932 a Ginevra, diceva sempre che la guerra non si può umanizzare, ma solo abolire, perché è impossibile e illusorio imporre regole di comportamento.
(...) In America Latina, ad esempio, lo sanno bene cosa hanno portato le guerre e le dittature. Popoli assoggettati, sterminati, come ad esempio i paesi del Centro America, il Salvador o il Guatemala, chiamati, per le continue stragi delle loro popolazioni “il mattatoio d’America” e che hanno avuto dalla storia solo un flebile “scusa” di Barak Obama in una conferenza stampa nel 2010. Ma si sa, non tutte le vittime di guerra hanno la stessa considerazione.
(...) i migranti portati in Bielorussia dal Medioriente e bloccati ai confini della Polonia da un muro di filo spinato di più di 180 km, che fino hanno fatto?
Ma come si può andare avanti così?
Per sapere qualcosa di serio e vero sui conflitti e sul mondo, ormai ascolto quasi solamente Radio Vaticana.
Sulla rivista Missioni Consolata il suo direttore Gigi Anataloni, nel suo editoriale nomina monsignor Tonino Bello, che sosteneva qualche tempo fa: “Il mio desiderio è quello del cessate il fuoco, perché non è possibile, non è accettabile, non è pensabile che ancora oggi, con tutto il progresso che abbiamo fatto, con tutta la cultura che abbiamo alle spalle, della gente debba essere massacrata a questo modo. E’ osceno. Io credo che ci vergogneremo domani per la nostra mancanza di insurrezione di coscienza (…) La guerra tutto può partorire, fuorchè la pace e la giustizia. La pace non arriverà, finchè non si farà giustizia.”
Non ci rendiamo neanche conto che questi tamburi di guerra non porteranno certo alla prosperità economica, anzi: l’inflazione sta crescendo e crescerà ancora indebolendo il valore dei già magri stipendi delle classi più fragili, aumenteranno i precari, i prezzi si gonfieranno sempre di più e le conseguenze sociali saranno devastanti, non soltanto per l’Europa, ma anche per altre regioni del mondo: la globalizzazione non dà scampo a nessuno, e la pandemia ci ha già insegnato che i confini non esistono più.
(...) Un antropologo ha detto che l’inizio della civiltà è iniziata da un femore guarito. Nell’era preistorica, animale o uomo, quando si ferivano, la loro vita era condannata. Non potevano scappare. Un femore guarito è stata la prova che qualcuno si è preso cura del ferito, lo ha protetto e lo ha curato.
Questa regola vale ancora oggi: nessuno si salva da solo. Lo ha detto il Papa ma lo hanno già detto le popolazioni millenarie prima di lui. Noi dobbiamo solo ascoltare e seguirne il solco e, come amava dire Vittorio Arrigoni, Vik, il mio giovane collega, scrittore e pacifista che sognava e lavorava per la pace tra Palestina e Israele, “restare (restiamo) umani”.
Dopo la sua morte, sopraggiunta nel marzo 2023, tutti fecero a gara per tessere elogi sconfinati alla memoria di Gianni Minà. Molto spesso, va detto, con una buona dose di ipocrisia, visto che negli ultimi anni era stato accantonato e emarginato, per aver dato voce, e quindi risonanza, a tanti personaggi del sud del mondo che, da sempre, conviene ignorare e silenziare, evitando di creare disagi e imbarazzi.
Questo è un breve stralcio di un articolo scritto da Minà sulla pace, poco prima di morire.
Ho dovuto riassumerlo per esigenze di spazio, ma si può trovare facilmente sul web in versione integrale.
Sarebbe utile e importante ascoltare le sue parole e ciò che ci ha lasciato come riflessione e come sorta di testamento.
Il testamento di una persona lucida e razionale fino alla fine, libera e senza confini mentali, lontana dagli istrioni che fanno il bello e il cattivo tempo, che pontificano in termini assoluti di buoni e di cattivi, forti di schiere di soldatini asserviti e perennemente allineati.
venerdì 27 marzo 2026
La vittoria del No , il conseguente sfaldamento del cd e le sfide per il futuro della sx
La destra governativa pensava di avere i numeri per portare a compimento lo scempio della Giustizia e della Costituzione, contando sull'astensionismo e sulla propaganda becera condotta per confondere il popolo meno acculturato e consapevole.
Ha commesso errori gravi in questa campagna referendaria che hanno portato alla vittoria del NO: risultato conseguito per il grande impegno di magistrati come Gratteri e Di Matteo e di chi ha accolto il loro appello , nonchè dei comitati che si sono costituiti in tutto il territorio nazionale che hanno spiegato ai cittadini i pericoli che il Paese stava correndo qualora avesse vinto il si. Per fortuna i cittadini e in particolare i giovani, che sono stati la grande sorpresa di questo referendum, che a stragrande maggioranza hanno capito e si sono recati in massa a votare.
Quello che è successo e sta succedendo è che il cd si sta sfaldando: caduto il loro obiettivo si riforma della giustizia per assicurarsi l'impunità stanno emergendo tutte le contraddizioni all'interno di una coalizione, che sembra più un'armata brancaleone che un'aggregazione politica.
Sono cadute le teste di Delmastro e della Bartolozzi e poi quella della Santanchè, su richiesa della Meloni,che adesso minaccia di portarsi dietro tutti.
Adesso anche le perquisizioni al Ministero della Difesa con l'ipotesi di reati gravissimi!
Non vi è dubbio che siamo difronte a una classe dirigente della destra che venuta al potere credeva e crede di poter fare quello che vuole in dispregio di qualsiasi legge, forma e buon senso.
E' evidente comunque che la toppa delle dimissioni dei suddetti personaggi si è rivelata peggio del buco ed è la conferma di quanto sospettato in merito alle tante bramate riforme della giustizia, che, ricordiamolo, ricalcolano il piano della P2 di Licio Gelli a cui ha aderito il Berlusconi, anch'esso pregiudicato e a cui la di lui figlia voleva dedicare la vittoria del si.
Per fortuna la maggioranza degli italiani hanno capito e così abbiamo scampato il pericolo di una deriva fascista che non si sa dove ci avrebbe portato.
Ora, però, si pone il problema di come uscire da questo disastro. E' palese che la vittoria del NO non se la possono attribuire i partiti politici e i vari sindacati, che non sono stati determinanti per la vittoria del NO, che va attribuita invece all'apporto rilevante delle associazioni,comitati e alla società civile, oltre che all'impegno senza riserve dei magistrati a cominciare da Gratteri e Di Matteo.
Quindi, i partiti di sx evitino di appropriarsene e di ritenere a prescindere che saranno i futuri vincitori delle prossime consultazioni elettorali, perchè così non è e di più se non lo si capirà e non si invertirà proprio il modo di porsi.
Ha fatto bene la Salis a dichiarare che le primarie non vanno fatte, perchè sono divisive e il fatto stesso che Conti l'indomani del voto, con una tempistica veramente incredibile , abbia dichiarato di essere disposto a candidarsi non è una bella cosa.
Io penso che più che primarie il popolo che si riconosce nella Costituzione e vuole portare avanti la sua attuazione debba organizzarsi per raccogliere tutti coloro che vogliono veramente cambiare questo Paese, cominciando a pensare a politiche quali la redistribuzione del reddito, ai diritti calpestati da questo governo quali la giustizia, l'istruzione, la sanità, l'ambiente, il lavoro, il diritto alla casa e al salario per chi rimane fuori dal mercato del lavoro,oltre e soprattutto la Pace e in osservanza dell'art. 11 della Costituzione il ritiro da qualsiasi guerra anche in termini di aiuti finanziari.
La vittoria della sinistra, a mio parere, passa proprio da qui e, credo, anche che sarebbe necessario e urgente unire tutte le forze per portare avanti questo ambizioso obiettivo, per mandare a casa questi guerrafondai cialtroni che hanno rovinato il Paese!
N.T.
sabato 21 marzo 2026
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TRENO DELLE DONNE PER LA COSTITUZIONE: ULTIM'ORA: la superstar di New York, AG Letitia Ja...: Occupy Democrats ronestpSodaa 7m0:1r um2203263afIo eagi09lm51e72ll1ghf915hr1e · ULTIM'ORA: la superstar di New York, AG Letitia ...
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lunedì 16 marzo 2026
Votare NO è dovere di ogni cittadino democratico per difendere la Costituzione !
Molti cittadini, purtroppo, ancora non riescono a comprendere che la posta in gioco di questo referendum è la modifica della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, con il contributo di tutte le forze politiche che hanno fatto parte della Costituente; eletta con il sistema proporzionale atto a garantire la massima rappresentatività.
La Costituzione è stata approvata con il massimo dei voti, avendo ottenuto 458 voti favorevoli e 62 contrari, su un totale di 520 votanti.
Ho sempre sostenuto e lottato contro ogni modifica costituzionale, che diversi governi,anche della cosiddetta sinistra, hanno apportato e/o pensato di apportare alla stessa. Penso alla modifica del titolo V° voluto dalla sx, che ha creato solo disastri al Paese, e al pareggio di Bilancio introdotto in Costituzione da Monti e votato da tutti i partiti, che, ahinoi, è una legge fascistissima, di cui il Paese piange le amare conseguenze e altresì ai referendum ed altresì ai referendum del 2006 e 2016 di cui uno voluto da Berlusconi e l’altro da Renzi, che gli italiani hanno respinto a maggioranza.
Questa mia convinzione viene da lontano e oggi trova conforto nelle parole di Giorgio Lattanzi, già Presidente della Corte Costituzionale, il quale afferma che “la Costituzione di regola non si dovrebbe toccare e che solo eccezionalmente può essere assoggettata a revisione.”
“Perché la stabilità di una nazione è legata alla stabilità della sua Costituzione!
La Costituzione è la sua Carta fondamentale e non può essere trattata come una qualunque legge ordinaria, che viene modificata a seconda delle esigenze e delle convenienze anche politiche del momento, come sta avvenendo per la legge elettorale.
La Costituzione è come un orologio di precisione, se se ne cambiano gli ingranaggi è assai probabile che cessi di funzionare correttamente.”
Ovviamente sono d’accordo con G. Lattanzi che si debba dire NO a questa riforma Costituzionale, perché è di questo che stiamo parlando, anche se la destra si guarda bene dal dirlo.
Bisogna quindi dire NO “innanzitutto, perché è stata approvata in un modo indecente, sulla base di un disegno di legge governativo blindato, che nei quattro passaggi parlamentari non ha potuto ricevere miglioramenti e correzioni, di cui pure avrebbe avuto bisogno, come se la Costituzione fosse patrimonio di una parte politica e non dell’intera Nazione.
È stata infatti modificata in solitudine, solo dalla maggioranza governativa.”
Ovviamente questo è inaccetabile per tutti quei cittadini che continuano a credere in essa e lo dovrebbe essere anche per qualsiasi cittadino che vi si riconosce.
“Non si può infatti disarticolare lordinamento Costituzionale, come afferma ancora il Pres. Lattanzi, per cambiare la natura del pubblico ministero contenuto negli articoli 101-110 Cost., perché così facendo “si va a indebolire fortemente il potere giudiziario , che si fonda soprattutto sull’organo di autogoverno del Consiglio Superiore della Magistratura.”
La riforma di oggi prevede lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione dell’alta Corte i cui componenti togati verrebbero eletti con sorteggi ( cosa mai vista in nessun Paese democratico e nemmeno nei nostri condomini), mentre quelli togati scelti dalla politica vengono sorteggiati tra coloro da loro stessi scelti!
C’è una bella differenza tra i due sistemi elettorali e c’è anche un evidente sbilanciamento tra i due modi di procedere alla scelta dei componenti dell’alta corte, che inevitabilmente porterebbe al dominio del potere politico sulla magistratura.
Già da questo modo di procedere si comprende bene che ne deriverebbe un indebolimento della magistratura, mentre i cittadini non ne avrebbero nessun vantaggio, perché non ci sarebbe una giustizia veloce e tanto meno più equa e giusta, anzi assistremmo al dominio della politica che prenderebbe in mano la direzione verso cui la magistratura ed il PM in particolare debbono indagare e per quali reati procedere a indagare.
Evidentemente, come ci hanno detto apertamenti sia Nordio che la Meloni e ancora meglio la Bertolozzi, nessuno potrebbe indagare contro i politici, per lasciarli governare in pace!
Tutto questo ovviamente porterebbe all’affermarsi di una “cultura, tipica dei regimi autoritari, che considera la funzione giurisdizionale servente rispetto all’indirizzo politico dominante e pretende che il giudice con i suoi provvedimenti non ostacoli l’azione governativa ma anzi l’assecondi.”
Come afferma ancora il Pres. Giorgio Lattanzi: questa “è la linea che aveva espresso nella costruzione dell’ordinamento giudiziario il Guardasigilli fascista Dino Grandi quando aveva escluso «che la Giurisdizione costituisca un potere autonomo dello Stato, dovendo anch’essa informare la sua attività alle direttive generali segnate dal governo».”
Praticamente con questa riforma sottoposta a referendum ci stanno dicendo di tornare ai tempi bui del passato e per ottenere i risultati sperati non stanno tralasciando nulla: è stata lanciata una feroce campagna di delegittimazione della magistratura sfruttando persino casi di cronaca giudiziaria, pur sapendo che non c’entrano nulla con questa riforma di revisione costituzionale.
Non è quindi più una questione di separazione delle carriere ma è in gioco il ruolo nell’ordinamento della giurisdizione.
Penso anch’io che “ con la forsennata delegittimazione della magistratura è stato arrecato alle istituzioni un danno gravissimo; spero solo che il danno non aumenti e che gli italiani, comprendano fino in fondo il pericolo che la democrazia e la giustizia, che è a fondamento di essa, stanno correndo e che necessario ribellarsi e dire NO a questo scempio, come già avvenuto in passato quando il popolo ha scelto di non far passare le riforme costituzionali volute da Berlusconi e poi da Renzi .
Per opporci a questo scempio la nostra arma è andare a votare il prossimo 22 e 23 marzo e votare NOOOOOO!
Nella Toscano
16.03.2026
domenica 15 marzo 2026
Proposta di legge della Bertolozzi
Ripreso da Giovanni LimaAVVOCATI E SOCIETÀ CIVILE AUTOREVOLEZZA E LEGALITÀ
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“Stabilire priorità esercizio azione penale è supremo compito della politica ”
“Stabilire priorità di esercizio dell’azione è supremo compito della politica ”
di Bartolozzi Giulia, Capo di gabinetto del ministero della Giustizia dal marzo 2024
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“La definizione delle priorità dell'esercizio dell'azione penale è … un supremo compito che spetta alla politica… spetta, pertanto, al Parlamento con legge stabilire i criteri e le priorità di esercizio dell’azione penale …”
Sono le parole di Giusi Bartolozzi, Capo di gabinetto del Ministro Nordio :
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Di seguito la proposta di legge Costituzionale d’iniziativa della deputata Giusi Bartolozzi : “la definizione delle priorità dell'esercizio dell'azione penale è, invece, un supremo compito che spetta alla politica e la presente proposta di legge costituzionale mira a dare concreta attuazione al concetto”
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Atti Parlamentari - Camera dei Deputati
XVIII LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE
d'iniziativa della deputata BARTOLOZZI
Modifica dell'articolo 112 della Costituzione, concernente l'esercizio dell'azione penale
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Presentata l’8 ottobre 2020
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ONOREVOLI COLLEGHI !
L'esercizio dell'azione penale è uno degli strumenti dell'azione politica dello Stato contro il crimine.
La situazione attuale lo rende vincolante ma non si fa carico delle conseguenze pratiche che da esso derivano.
Il numero dei reati da perseguire, necessariamente superiore alle forze che qualsiasi Stato può mettere in campo, fa si che l’azione penale sia oggi esercitata secondo criteri soggettivi, diversi tra i vari uffici giudiziari e, ciò che costituisce l'aspetto peggiore, senza l'attribuzione di responsabilità.
Accade, perciò, che l'azione politica contro il crimine non sia più posta a carico dello Stato, che ne ha il primario dovere político, ma sia posta a carico dei singoli uffici giudiziari o dei singoli magistrati, sulla base di criteri altemente discrezionali.
La definizione delle priorità dell'esercizio dell'azione penale è, invece, un supremo compito che spetta alla politica e la presente proposta di legge costituzionale mira a dare concreta attuazione al concetto.
Spetta, pertanto, al Parlamento con legge stabilire i criteri e le priorità di esercizio dell’azione penale.
Ció ovviamente, implica alcuna depenalizzazione dei reati i quali, finché sono previsti dai codici e dalle leggi restano reati da perseguire, ma, più semplicemente, comporta la previsione in scala oggettiva di obiettivi da raggiungere così come il Parlamento fa in ogni settore (si pensi alla legge di bilancio ed alla manovra di finanza pubblica).
I criteri di priorità fissati per legge, inoltre, non implicano alcuna subordinazione del pubblici ministeri al potere politico poiché il quadro delle priorità è stabilito dall’ordinamento, mentre l'esercizio concerto della funzione dell'accusa resta, ovviamene autonomo e indipendente.
Commento ripreso da Daniela Loiacono:
ci aveva già provato la Bartolozzi (quella del plotone di esecuzione) nel 2020 a fare saltare l'effettività dell'obbligatorietà dell'azione penale con un disegno di legge Costituzionale. Voleva introdurre un disegno di legge per cui diventava prerogativa della politica fare discrimine e priorità di quali fossero i reati da perseguire. Sconcertante.
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